Pazienza, forza di volontà, voglia di vedere oltre, saper osservare ed aspettare che la foto giusta venga a te

Sono queste le caratteristiche di un buon Fotografo secondo Antonio Busiello, oggi ci sono sempre più persone che vorrebbero intraprendere la carriera di fotografo per far coincidere la passione con il lavoro ma bisogna sempre valutare in maniera adeguata perché il contesto lavorativo è molto diverso da quello di svago, dalle dichiarazioni di Antonio Busiello emerge il profondo amore per la fotografia, una testimonianza interessante.

Ho ereditato la passione per la fotografia da mio padre, fin da bambino mi divertivo ad usare la sua vecchia Rolleiflex a pozzetto ed ero affascinato dall' immagine che si rifletteva nel pozzetto della macchina.

Ci parli del suo percorso scolastico...

Mi sono diplomato al Liceo scientifico e poi mi sono iscritto all’ Universita' Federico II di Napoli dove ho conseguito la laurea in Sociologia con indirizzo antropologico.
La scelta del liceo e' stata guidata principalmente dai consigli dei miei genitori, e' una scuola che fornisce un tipo di preparazione generale ma allo stesso tempo non superficiale che ti permette di intraprende tranquillamente qualsiasi tipo di carriera universitaria.
Il corso di studi in sociologia con indirizzo antropologico lo scelsi perché sono sempre stato attratto dall'Uomo, dalle dinamiche che agiscono sul nostro comportamento e dalle differenze culturali. 

Quanto influisce la scelta della scuola sul suo lavoro attuale?

La mia carriera scolastica sta avendo un influenza sul mio lavoro soprattutto negli ultimi tempi indirizzandomi sempre più verso un tipo di fotogiornalismo più attento agli aspetti ed alle problematiche socioculturali.
Le nozioni acquisite durante i corsi di antropologia, psicologia e sociologia sono state molto utilidurante i miei viaggi, mi hanno indicatoil giusto approccio per capire, confrontarmi e interagire con persone culturalmente diverse da me.

Cosa consiglia a un ragazzo che vorrebbe intraprendere il suo stesso percorso professionale?

Studio, pratica e sperimentazione, essere sempre curiosi, spingersi “oltre” fisicamente e mentalmente.
Non scoraggiarsi mai.

Cosa odia e cosa ama del suo mestiere?

La possibilità di viaggiare e di conoscere ovviamente, ma soprattutto la possibilità, quando l'etica professionale lo permette, di dare a ciò che fotografo il mio punto di vista.
Quello che odio e' l’improvvisazione e la superficialità  che il digitale ha introdotto nel campo della fotografia.
Non nego ovviamente i vantaggi, il digitale ha semplificato la vita di tutti noi fotografi, pero' avvicina i neofiti alla fotografia in modo sbagliato, tutto sembra facile e la foto non e' più' sentita, non e' sudata, non e' meritata. Consiglio a chi vuole avvicinarsi alla fotografia in maniera professionale di iniziare comunque con una vecchia 35 mm a film per capire veramente come e cosa significa scattare una foto e poi passare al digitale godendone i vantaggi.

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Scritto venerdì 28 settembre 2012   da La redazione

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